Cammino di primo mattino per non sentire il richiamo del tempo.
Mi muovo ogni giorno senza sosta perché ai ricordi non resti spazio per farsi largo.
Scrivo nei pochi spazi disponibili perché i miei pensieri, nella loro evoluzione, si depositino sfuggendo all’effimero.
I volti che riconosco anche a distanza, le voci che mi cercano a ogni ritorno, restano sullo sfondo di ogni azione che muovo, li proteggo così, non fermandomi, portando loro il frutto di ogni fatica.
Semino.
Ogni giorno che passa senza fermarmi è un seme che affido a un raccolto di cui ignoro consistenza e capacità.
So che questo ritmo non durerà per sempre. Verrà il giorno in cui il corpo non basterà alla volontà.
Ma oggi, un campo lavorato, è l’unica promessa che posso fare a chi sarò domani.
Mi guardo attorno.
Mi volto indietro.
E in quello sguardo e tra i pensieri tradotti in parole trovo la forza che sosterrà il cammino che ancora manca.
Tutto nella più profonda riconoscenza.
